Libano - diario di viaggio - parte seconda

(... continua da Parte Prima)

 A TRIPOLI CON ALTRI GIOVANI LIBANESI...

 

 A Tripoli siamo stati ospitati dai Padri Lazzaristi dove abbiamo incontrato i giovani della parrocchia che hanno presentato le loro attività facendo anche alcune testimonianze. Padre Charbel ci ha fatto da traduttore. Nella parrocchia ci sono veramente molti gruppi e attività.

 

La prima testimonianza era quella di una donna, che ha scoperto la sua vocazione laica, per dare senso anche al suo impegno civile. Si sente missionaria prima di tutto verso la sua famiglia, che sostiene economicamente con il suo lavoro da insegnante e nella scuola cerca di avere con gli alunni lo stesso rapporto che ha con i giovani della parrocchia. Si chiede che cosa vuole Dio da lei e pensa che sarà Dio a realizzare il suo progetto anche se non sa ancora in che modo.

 

La seconda testimonianza è quella di un ingegnere che fa parte del gruppo Midade e che dall’89 lavora con i ragazzi per offrire loro un luogo di crescita diverso dalla strada. In un anno ne ha raggruppati più di 300 e sono loro che in realtà risolvono i suoi problemi. All’interno del gruppo l’educatore ha una relazione anche con i genitori dei ragazzi e quando un ragazzo ha un problema, è il gruppo che va a parlare con i genitori, che con il tempo hanno instaurato con i responsabili un rapporto di fiducia. Ai gruppi partecipano sia ragazzi cristiani che mussulmani.

 Una mattinata intensa insomma, ma...non mancano le occasioni per svagarsi un pò e appena è possibile tutti a cantare!!!

Queste sono le foto delle nostre performance e per fortuna che non c'è l'audio perchè eravamo abbastanze stonati!!!

 

 E poi finalmente il pranzo che oltre ai piatti tipici libanesi, ci ha offerto la possibilità di ballare con i nostri vicini di tavolo e così...abbiamo anche imparato qualche passo tipico libanese!!! (della serie: tutte le occasioni sono buone per fare baldoria!)

 


TUTTI A TRIPOLI!!!

La visita alla città di Tripoli è stata entusiasmante!!!
 
 
 
Appena scesi si rimane incantati dalla città e dall’aria densa e piena di colori, di volti, di persone, di polvere, di rumori, di macchine… e ci troviamo in un grande ingorgo di traffico, perché un pulmann cittadino si è fermato in mezzo alla strada, l’autista a fatica cerca di farlo ripartire e le macchine dietro suonano il clackson all’impazzata. Sembrava una città da film, gli occhi non bastano e ad ogni particolare vorresti fare una foto.
 
 
 
 
 
 
 
 
 I carretti di granturco, di banane o di strane bevande
agli incroci delle strade, il traffico impazzito e i clackson suonanti, le mille bancarelle con il retro stracolmo di vestiti e merci varie, la macchine da quelle più vecchie a quelle più moderne...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il vecchio Souk: un mercato d’altri tempi, sembrava quasi una fiaba orientale. C'era un quartiere dove continuano a fare saponi come una volta in stanze polverose, fatte di mattoni e piene di umidità. All’entrata del quartiere un bambino faceva la guardia a delle ceste di dolciumi.
 


"Eravamo vicini al quartiere degli orafi e passando tra le bancarelle ho visto una donna vestita tutta di nero dalla testa ai piedi cercare nella spazzatura. Le contraddizioni ci sono dappertutto e alle pareti degli edifici non mancano i cartelloni pubblicitari dei politici, mai staccati dalle ultime campagne. Non sembra una città reale e alcuni palazzi non sono stati ricostruiti dalla guerra degli anni 70 e la maggior parte delle case sono basse e sporche con lamiere appiccicate qua e là."

 IN FESTA CON I GIOVANI LIBANESI

Al santuario di Harissa che è la Madonna del Libano ogni anno si incontrano tutti i giovani cristiani libanesi per una giornata. Una specie di giornata della gioventù libanese!

Non servono molte parole per spiegare quella giornata, perchè già dalle foto si capisce la gioia di quei momenti e la felicità di condividere insieme ad altri giovani la proria esperienza di fede.

Se vuoi vedere le foto dell'evento puoi andare su: http://jesusmajoie.org/photo_albums/list_pictures_of_album.php?id=29&in=1

 

Una foto in particolare merita di essere riportata e cioè quella del momento dell'offertorio duarnte la celebrazione secondo il rito maronita. all'altare sono stati portati oggetti particolari tra cui un ventaglio con i colori di tutti i partiti politici del Libano, ad indicare la volontà di pace e concordia delle diverse forze per un obiettivo comune.

 

 

 

 UNA GIORNATA DI... INCONTRI

Una giornata della nostra settimana in Libano è stata dedicata ad una serie di incontri ufficiali e visite, di cui quelle più interessanti nelle scuole.
In una scuola per bambini poveri  il responsabile nazionale delle scuole cattoliche libanesi ci ha dato alcune informazioni: la società libanese è divisa in settori (telecomunicazioni, sanità, educazione…), molto simili ai nostri ministeri e ogni settore spetta ai mussulmani o ai cristiani, in modo equilibrato (al momento i mussulmani ad esempio controllano le banche e le telecomunicazioni) e l’educazione è ritornata dopo molto tempo in mano ai cristiani. Nelle scuole cattoliche a maggioranza mussulmana durante l’ultima guerra la protezione era assicurata dalle forze musulmane, perché l’educazione cattolica intesa soprattutto in senso morale che la Chiesa offre, da sempre gode di grande rispetto tra i mussulmani. Le scuole cattoliche sono il 90, 95% delle scuole libanesi (non so se ho capito bene, ma il dato successivo è sicuro) e di tutte le scuole libanesi il 60% sono private e il resto pubbliche e di questo 60%, il 43% sono scuole cattoliche. In alcune scuole è stato realizzato un calendario che comprende le feste cristiane e quelle mussulmane, con l’attenzione a leggere la festa mussulmana a livello cristiano e viceversa.
 
CON IL NUNZIO APOSTOLICO....
 
 
Il giorno successivo abbimao incontrato il nunzio apostolico (nella foto a destra) che ci ha dato una visione generale e di sintesi del Libano sottolineando alcuni aspetti diversi da quelli colti fino ad ora. Il nunzio ha subito esordito dicendo che in Libano non c’è la vocazione ad essere cristiani, cioè a prendersi la responsabilità di restare nel paese e di non fuggire. C’è bisogno di una Chiesa e non di tante e di un aiuto che non sia economico, ma prima ancora è necessario un sostegno che nasca dalla conoscenza della realtà libanese, soprattutto di quella giovanile. Nella teologia mussulmana, la separazione Stato-Chiesa è impensabile ed è quindi normale che ci sia una spartizione delle cariche parlamentari tra confessioni religiose. Questo sistema va in crisi ogni volta che ci sono cambiamenti demografici ed è quindi ipotizzabile una democrazia comunitaria con la partecipazione di tutte le comunità alla gestione del paese. Questa ipotesi però sembra essere difficile da realizzare perché il Libano è tra Israele e la Siria. Israele accetta malvolentieri un paese non religiosamente qualificabile e la Siria non vuole che il Libano si allontani dalla sua supremazia, in più già dal 1947 i palestinesi emigrati da Israele erano 300-400mila e con il tempo si sono organizzati in gruppi che hanno messo le loro radici in Libano. Oggi l’occupazione fisica da parte della Siria non c’è più ma i gruppi palestinesi continuano ad essere tanti e ben armati. Da alcuni mesi questi gruppi non riescono più a partecipare alla gestione del paese e questo spaventa soprattutto i giovani che fuggono.
 
A RADIO CARITA'
 
Si tratta di una radio che si mantiene solo attraverso la beneficenza e dove molte persone lavorano non solo come stipendiati ma anche come volontari. L’anno scorso questa radio, dopo aver realizzato una trasmissione con i familiari dei prigionieri libanesi chiusi nelle carceri siriane, ha subito un attentato che ha fatto esplodere gran parte della sua sede. Ora la radio si è trasferita in una casa vicina, ma vedere le rovine della vecchia sede, che stanno rimettendo a nuovo, fa una certa impressione. Se la bomba fosse esplosa qualche minuto prima avrebbe causato molti morti, ma per fortuna solo un ragazzo è rimasto ferito e già da qualche mese ha ripreso a lavorare alla radio.

L'ULTIMO TARMONTO SULLA SPIAGGIA DI BEIRUT!!!
 
Arrivederci Libano!!!!!!!

Educazione alla pace e mondialità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

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