RETE, CdA e OPR

LA VALORIZZAZIONE PASTORALE DEL DOSSIER REGIONALE 2006

 

I competenti organi di Caritas Italiana alla luce dell’esperienza maturata in questi anni nella redazione dei dossier regionali e a seguito di quanto maturato con i referenti dei dossier regionali hanno previsto un’attività nuova:

incoraggiare e sostenere la valorizzazione pastorale dei dossier regionali 2006

perchè le Caritas diocesane possano progettare e sviluppare attività di animazione delle Chiese particolari sulla base dei dossier regionali, sperimentando nella sua pienezza il metodo “ascoltare – osservare – discernere per animare”. I  criteri da considerare:

 Coinvolgere nella progettazione il Gruppo regionale promozione Caritas e, dove possibile, quello dei Centri di Ascolto e degli Osservatori (dove non già rappresentato dagli altri GLR).

 

 Questi gruppi (compresa l’équipe del dossier regionale) sono chiamati ad unire le proprie esperienze e competenze per l’ideazione, la stesura e la realizzazione del progetto di valorizzazione pastorale del Dossier. Lo sperimentarsi su un compito comune, è occasione privilegiata per avviare o rafforzare il lavoro unitario dei gruppi regionali in vista dell’animazione pastorale.

 

Progettare, a livello regionale, ma con il coinvolgimento di ogni singola Caritas diocesana aderente al progetto, attività di:

 

·        animazione della comunità ecclesiale 

·        informazione delle comunità cristiane 

·        formazione degli animatori della pastorale 

·        valorizzazione dei dati in ambito civile.

 

    

Si tratta di attività che, partendo dalla valorizzazione del Dossier regionale 2006, tenderanno a promuovere tra gli animatori pastorali informazione, consapevolezza e ad incoraggiare l’assunzione del metodo “osservare – ascoltare - discernere per animare”

 

DOSSIER POVERTA' NAZIONALE 2008

 

 Si intende tuttavia garantire continuità ad un lavoro già in corso, sostenendo la raccolta dati e interviste per il dossier nazionale 2007 (da pubblicare nel 2008): 

  1. la rilevazione dei dati relativi alle persone in difficoltà, per tutto l’anno 2007 da consegnare al coordinatore del dossier entro il 31 gennaio 2008
  2. la raccolta delle interviste, che verranno realizzate nei prossimi mesi, sui modelli di presa in carico delle situazioni di povertà da parte dei Centro di Ascolto diocesani (interviste agli operatori) 

La raccolta de dati e delle interviste, elementi vincolanti del progetto, confluiranno nel Dossier Nazionale 2007 (che Caritas Italiana pubblicherà nel 2008) che prevederà, al suo interno, dei focus regionali.

 

 

 DATI DOSSIER 2005 SULLE POVERTA'
La Chiesa delle Marche che si esprime nella bella realtà delle sue Diocesi, vive in questo momento un significativo gesto di comunione e di carità con la pubblicazione del primo rapporto sulle povertà. L’errore più grave sarebbe quello di considerare tale lavoro uno dei tanti studi sulle povertà a dimostrazione di efficienza, di organizzazione e ancor peggio voler dimostrare che siamo i primi della classe.
Gli obiettivi che ci siamo proposti, in questo periodo di sperimentazione e lavoro sul campo, si racchiudono in un programma triennale presentato nell’ottobre 2003.
In questo primo biennio di lavoro si sono coinvolte 9 Diocesi sulle 13 della nostra regione e per il prossimo anno è in previsione l’intero coinvolgimento regionale.
Certo questo percorso non è stato facile e non lo è tuttora ma grande è la volontà e l’impegno. I dati sono ancora incompleti ma il lavoro svolto si qualifica perché dietro ogni numero c’è una persona, una storia, c’è un dialogo, più dialoghi, un percorso, un progetto. La disomogeneità di alcune variabili ci indica quanto ancora è grande lo sforzo da fare e quanto un percorso di formazione per le nostre comunità sia importante ed urgente. È innegabile che sono molti gli scogli da superare e che la velocità di trasformazione del nostro territorio e della popolazione viaggia molto più rapidamente del nostro essere testimoni di carità. Il povero non è mai lo stesso e le povertà cambiano da un giorno all’altro. Gli anni ‘90 hanno visto la nostra regione subire un immigrazione massiccia; la storia dei conflitti e cambiamenti sociali avvenuti aldilà del mare Adriatico ci ha visto vicini di casa passivi ed inconsapevoli, i processi di globalizzazione sregolata ed irrispettosi sono diventati i gestori della vita delle nostre comunità e non viceversa.
La ricerca si riferisce al bimestre Aprile Maggio 2005; sono state 1.428 le persone in situazione di povertà materiale e disagio sociale che si sono rivolte ai 10 centri di ascolto di 8 delle 13 diocesi delle Marche. Le persone che si sono rivolte ai CdA nel periodo aprile-maggio 2005 sono risultate in grande maggioranza di età compresa tra i 31 e 40 anni. La distribuzione per sesso non mostra una prevalenza netta del sesso maschile su quello femminile. in alcuni casi è il sesso femminile a prevalere: ex: Pesaro (54,6%); S. Benedetto (65,4%) e Urbino (52,8%). La distribuzione per stato civile mostra che quasi la metà delle persone è coniugata e un terzo è celibe o nubile. I separati e i divorziati sono risultati 1 decimo del Totale. Per quanto riguarda l’istruzione quasi un terzo del Totale ha conseguito la licenza media inferiore e soltanto un quarto la licenza media superiore. Poco più del 9 % è invece in possesso di laurea o di diploma universitario. La stragrande maggioranza delle persone è risultata costituita da cittadini stranieri (poco più del 80 %), praticamente quasi tutti provenienti da paesi extra-UE (il 65 % dei cittadini stranieri). I cittadini stranieri provengono in maggioranza da Est Europa, Africa Nord e Medio Oriente, Balcani. per quanto riguarda l’ Est Europa il paese più rappresentato risulta la Moldavia, per l’Africa settentrionale il Marocco, per la regione balcanica la Romania. L’82 % delle persone per le quali si dispone il dato dichiara di avere un domicilio, il 17,2 % invece risulta senza fissa dimora. Dei due terzi delle persone di cui si dispone del dato risulta disoccupata, soltanto il 10,7 % è occupata. Quasi la metà delle persone ha dichiarato di vivere abitualmente all’interno del proprio nucleo familiare. Quasi un terzo delle persone vive abitualmente con soggetti esterni alla propria famiglia (tra queste vanno sicuramente considerate le “badanti” e le persone, solitamente straniere, che “convivono” con amici o conoscenti). Non è di poco conto neppure la percentuale di persone che risulta abitare da sola (20,5%).

Il bisogno rappresenta uno o più stati di difficoltà o di necessità in cui una persona viene a trovarsi in un determinato momento della propria vita.

Dai bisogni rilevati dagli operatori dei CdA presi in considerazione emerge quanto segue: più di un terzo dei problemi manifestati sono legati alla sfera occupazionale (disoccupazione, per quasi la totalità dei casi). un terzo delle persone si trova in difficoltà per problemi economici. Non da meno le difficoltà legate alla situazione abitativa. Non sorprenderà che il dato più significativo si riferisce alla mancanza di casa, tuttavia un’altra variabile preoccupante si fa spazio: il sovraffollamento. Pur essendo gli uomini a frequentare maggiormente i Centri di Ascolto Caritas sono le donne ad essere percepite come soggetti più problematici. le donne vivono difficoltà per più della metà legate all’immigrazione (66,7 % ), legate a problemi di istruzione (61,2 % ); per gli uomini la percentuale più alta si riferisce a problemi di detenzione (92,3 %) e di dipendenza (72,7 %). Ancora, più delle metà degli utenti maschi dei CdA manifesta problemi di salute: tra i tanti la malattia mentale è sicuramente e drammaticamente una delle più diffuse. I problemi registrati per i cittadini italiani sono nettamente diversi da quelli registrati per i cittadini stranieri: ad esempio le problematiche di dipendenza, familiari e di salute appartengono quasi esclusivamente agli italiani. Il cittadino straniero che si rivolge al CdA Caritas risulta molto più in difficoltà per ciò che riguarda la situazione abitativa, la situazione occupazionale, l’istruzione e la situazione economica. Fino a 30 anni il 50 % delle persone ha problemi legati all’immigrazione, naturalmente questo significa che sono soprattutto stranieri i giovani che si rivolgono al CdA, al secondo posto, con il 26, 7% troviamo subito problemi di lavoro: non si tratta solo di disoccupazione, crescono i dati relativi alla sottoccupazione (lavori precari, sfruttamento) e al lavoro nero. I problemi legati alla condizione abitativa sono risultati particolarmente presenti nelle età centrali (30-50 anni). Tra gli anziani i problemi maggiormente sentiti sono di tipo familiare e di disabilità. Molto importanti sono i dati relativi ai problemi di occupazione. Le Diocesi che più ne soffrono, Fermo, Macerata, S. Benedetto del Tronto, non a caso appartengono alla zona geografica delle Marche che più di ogni altra sembra soffrire della crisi dell’industria (si pensi alla industria delle calzature e del tessile). Per ciò che riguarda invece la situazione abitativa emergono le Diocesi di Fano e Urbino.

La richiesta rappresenta ciò che la persona domanda esplicitamente durante il colloquio, non sempre essa coincide con la tipologia di bisogno rilevata.

Tra le richieste che maggiormente vengono rivolte agli operatori Caritas quasi la metà è relativa a beni materiali, circa il 22% a soluzioni lavorative, circa il 20% alla sfera dell’ascolto.
Tra i beni materiali c’è una forte risposta di beni di prima necessità quali viveri (sia nella forma del buono mensa che in quella del pacco spesa) e vestiario. L’ascolto, inteso come primo ascolto, rappresenta un dato forte sia perché è la prima forma di incontro tra utente ed operatore ma soprattutto perché rappresenta la via esclusiva per raggiungere altri tipi di intervento. Nei CdA Caritas cresce l’ascolto con discernimento e progetto sulla persona, fatto spesso da volontari formati o da professionisti, che non si limita ad un rapporto di domanda-offerta ma pone in essere l’ottica della progettualità rispetto a quella dell’assistenzialismo. la richiesta di lavoro scaturisce per oltre il 70% dalle donne: questo dato sicuramente evidenzia la presenza del fenomeno “badante”, che è quasi unicamente di “dominio” Caritas. Più della metà delle richieste degli uomini riguardano invece beni materiali e sussidi economici. tra le richieste dei cittadini stranieri prevalgono quelle di alloggio, beni materiali, lavoro, orientamento, istruzione (questo dato molto alto si riferisce per lo più a corsi di lingua italiana), tra quelle dei cittadini italiani predominano richieste di sostegno socio assistenziale (assistenza al nucleo familiare, domiciliare, accompagnamento a servizi…), sussidi economici e di tipo sanitario. Ancona-Osimo e S. Benedetto sono le diocesi in cui si registrano maggiori richieste di ascolto con oltre il 40%; a Pesaro oltre il 90% delle richieste riguardano beni materiali; a Macerata più del 60% riguarda la richiesta di lavoro; Jesi si differenzia per la registrazione di quasi un terzo delle richieste relative al sostegno socio-assistenziale.

All’analisi dei numeri è legata anche un indagine qualitativa che vuole leggere i fenomeni anche oltre la sfera quantitativa. Questo dossier ha come obiettivo quello di aiutare le nostre realtà a inserire sempre più efficacemente nei propri piani pastorali e civili l’attenzione all’altro ed in particolare alle situazioni di disagio grave incontrate per far si che tutti questi volti e queste storie non siano e non rimangano “dei vuoti a perdere”. Questo primo rapporto sulle povertà nella nostra regione è dedicato a tutti coloro che ogni giorno si dedicano silenziosamente al servizio degli ultimi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Promozione umana
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 
 
 
 
 
   

Delegazione regionale delle Caritas delle Marche c/o Caritas Macerata
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