Pr.At.I.C.A - Diocesi di Fabriano Matelica

LA DIOCESI DI FABRIANO-MATELICA IN  Pr.At.I.C.A.
(programmazione attività per immigrati, comunità e anziani)

L’idea di un progetto rivolto alle fasce degli anziani e degli immigrati della diocesi di Fabriano-Matelica, nasce dal progetto “Osservatorio a sette anni dal sisma”, voluto dalle Caritas diocesane di Fabriano-Matelica e Camerino-San Severino Marche, promosso dalla Delegazione Caritas Marche e finanziato dalla Caritas Italiana.
Utilizzando i dati esistenti degli archivi delle diocesi e della delegazione Marche si è ricostruito tutto ci che è avvenuto nei primi momenti dell’emergenza post-sisma, quali sono stati gli interventi della Caritas Italiana, delle delegazioni regionali, delle singole Caritas diocesane e delle parrocchie; quanti volontari hanno partecipato attivamente alle iniziative promosse dai gemellaggi proposti nelle diverse zone colpite dal terremoto; quali altri interventi sono stati realizzati grazie alla grande presenza di ordini religiosi, associazioni di volontariato, enti pubblici, fondazioni ecc…

FINALITA' DEL PROGETTO
Lo scopo del progetto è quello di dare un supporto concreto alla formazione di una nuova cultura della solidarietà ispirata all’identità Caritas e ai valori della condivisione e della multiculturalità, programmando delle risposte efficaci alle nuove problematiche emerse nel territorio negli ultimi anni in seguito anche alla situazione creata dall’evento sismico del ’97, dove molte famiglie di immigrati si sono trasferite per la grande offerta di lavoro edile nella fase della ricostruzione attualmente in via di ultimazione.

Leggere nel fenomeno sempre più presente nelle nostre comunità il “segno dei tempi”, cioè l’incontro tra i popoli, il confronto e il dialogo costruito su nuove relazioni e nuove prassi è compito della Chiesa, sul quale costruire una nuova identità cristiana e un rinnovato cammino della comunità verso scelte di apertura verso l’altro, accoglienza e condivisione. L’azione pedagogica della Caritas diocesana agisce sul piano socio-politico, culturale, religioso.

GLI OBIETTIVI

DIRETTI
A. Stimolare la popolazione locale alla conoscenza del proprio territorio e di chi vi abita, dei servizi rivolti alla persona, pubblici e privati, delle associazioni culturali, sportive e di volontariato
B. Favorire la formazione di gruppi misti di volontari e non, di nazionalità italiana o originari di altre nazionalità, già da tempo integrati nella società, ed esperti delle problematiche legate all’immigrazione, nonché di mediatori culturali che possano impegnarsi a sostegno della popolazione e della cultura della diversità.
C. Promuovere uno stile di Chiesa come comunità aperta che si muove all’interno del territorio nell’attenzione e nell’ascolto dell’altro, coinvolgendo le parrocchie e le Caritas parrocchiali nella  presa in carico delle situazioni di disagio.
D. Sostenere la cultura della legalità ed il difficile inserimento lavorativo degli immigrati presenti nel territorio. Accompagnare il percorso lavorativo degli immigrati attraverso la valorizzazione delle loro professionalità. Orientare e accompagnare le collaboratrici domestiche straniere aventi permesso di soggiorno, attraverso una rete di conoscenze “fidate” per aiutare chi è in cerca di un lavoro.
 E. Promuovere percorsi di accompagnamento delle famiglie e in particolare degli anziani che offrono lavoro alle badanti, favorendo il riconoscimento sociale dell’attività di “cura” , per gratificare l’attività di assistenza per gli anziani, sia per i familiari che per gli operatori.
F. Individuare percorsi educativi per bambini, giovani e adulti da proporre alle parrocchie, alle associazioni e a tutta la società civile sul tema della mondializzazione e della conoscenza delle culture che abitano il territorio.
G. Creare una rete di relazioni e scambi con le istituzioni e le associazioni che si occupano dell’immigrazione sul territorio, coinvolgendo in particolare le associazioni parrocchiali giovanili (ACI, AGESCI) per sensibilizzare alla cultura del volontariato, e del servizio civile, e per l’organizzazione di momenti ricreativi o di preghiera che facciano partecipi anche i giovani di altre nazionalità in un ottica di mediazione culturale.

INDIRETTI
H. Coinvolgere più da vicino le istituzioni (scuola, ospedale, centri per l’impiego, centri territoriali permanenti), le associazioni locali di varia natura (culturali, sportive, parrocchiali) sulle problematiche e le risorse collegate all’immigrazione.
I. Stimolare la società e i cittadini ai cambiamenti del proprio territorio e alla necessità di progettare percorsi di ascolto, tutela e integrazione, partendo dalle problematiche e dalle risorse della società stessa.
J. Contribuire a facilitare l’accesso al mondo scolastico e al mondo del lavoro delle famiglie immigrate, in particolare per le donne.
K. Stimolare la partecipazione alla vita sociale politica e culturale della società da parte dei residenti stranieri, nonché ai consigli parrocchiali.
L. Favorire la nascita, di gruppi di preghiera tra la popolazione immigrata, legati alle varie chiese e confessioni religiose presenti sul territorio.
M. Stimolare la Chiesa locale alla promozione della libertà religiosa e del dialogo ecumenico.

CONTATTI E INFO:
Caritas Diocesana di Fabriano Matelica
lun. - ven. 08.30 - 12.30;
                14.00 - 17.00;
0732/22429; fax 0732/227568
Caritasfabriano@virgilio.it;
pratica@caritasmarche.it;

http://www.caritasmarche.it

Promozione umana
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
 
 
 
 
   

Delegazione regionale delle Caritas delle Marche c/o Caritas Macerata
piazza Strambi, 3 - 62100 Macerata (Mc) - Tel. 0733 232795 - Fax 0733 268307 - segreteria@caritasmarche.it

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