Serbia - Assistenza psichiatrica di comunitą

Il 16 febbraio 2007 si è tenuto presso il Centro di Salute Mentale "Medijana" a Niš, in Serbia, un seminario dal titolo "Quali operatori per l'assistenza psichiatrica di comunità?"
Il seminario, punto di arrivo di un lungo percorso avviato negli anni '90 da Caritas Serbia e Montenegro, in collaborazione con Caritas Italiana e altri importanti partner, rappresenta allo stesso tempo il segnale per una nuova partenza, rivolto non solo al contesto serbo-montenegrino, ma che guarda a un orizzonte ben più ampio in cui all'attenzione per la questione della salute mentale non sempre è stato dato lo spazio necessario.
Per scaricare gli atti del seminario clicca qui (pdf - 1,3Mb).
Di seguito riportiamo un breve excursus dell'esperienza Caritas che in Serbia ha portato al compiersi di enormi cambiamenti nel corso dell'ultimo ventennio nell'ambito della salute mentale e che nel seminario di Niš arriva a concentrare i più importanti passi di un percorso che si dirige verso più ampie prospettive.
 
Nel decennio compreso tra il 1990 e il 2000 la gestione degli Ospedali Psichiatrici venne piuttosto abbandonata soprattutto da parte dello Stato: riduzione e tagli drastici di risorse, fuga del personale verso altre strutture o all’estero, esclusione da qualsiasi intervento pubblico, totale assenza delle autorità sanitarie preposte.
I pazienti vivevano in condizioni di degrado estremo, abbandonati dalle famiglie e dalle istituzioni. Mancavano cibo, vestiti, letti, lenzuola, perfino medicinali.
 
Saltava immediatamente agli occhi che l’ “Ospedale psichiatrico” era un manicomio a tutti gli effetti. Era quello il luogo in cui si relegavano tutti i tipi di disturbi psichici: dalla depressione alla schizofrenia, affinché fossero collocati “fuori”. Fuori dalla società, dal mondo, da tutto.
Non esistevano centri di salute mentale alternativi all’ospedalizzazione che era la prassi per la cura di questi casi.
I collaboratori Caritas, specializzati nell’ambito della psichiatria, insieme ai coordinatori locali cominciarono una valutazione delle condizioni negli ospedali psichiatrici serbi.
 
2001/2002 Primo programma di salute mentale
La Caritas Serbia e Montenegro, come partner locale, approvò il programma e cominciò una collaborazione per la risoluzione dei problemi principali che erano:
  • riduzione del numero di pazienti istituzionalizzati attraverso la "Promozione di un’Assistenza Psichiatrica Moderna”;
  • trasformazione dell’ospedale in una struttura per soli pazienti acuti o tentativo di de-istituzionalizzazione in accordo coi tempi e le risorse del Paese;
  • radicale cambiamento dell’approccio verso i pazienti - “Umanizzazione Manicomio”;
  • motivazione del personale, formazione e stimolo per inserimento nuovi medici.
Nel frattempo in Italia nacque un Gruppo ad hoc per la salute mentale, con il compito di seguire più da vicino lo sviluppo del progetto.
 
2003/2004 programma per la salute mentale
Grazie ai cambiamenti di democratizzazione e decentramento e ad alcune iniziative di Caritas, OMS e Patto di Stabilità sulla sensibilizzazione comunitaria riguardo al problema della tolleranza e della salute mentale, si stava modificando il contesto sociopolitico, e questo ha permesso nell’ambito del Ministero della Sanità serbo, la creazione della Commissione Nazionale sulla Salute Mentale, presieduta dalla Prof.ssa Dott.ssa Dusica Lecic Tosevski.
Per lo sviluppo di questo programma, oltre alla visita dei direttori dei più grandi ospedali psichiatrici della Serbia presso centri di salute mentale in Italia, fondamentale è stato l’appoggio alla riforma tramite i seminari e i laboratori, che ha condotto il Dott. Paolo Serra in sedici città della Serbia.
 
Per quanto riguarda l’approccio con la società civile sono state condotte delle campagne antistigma, tramite poster, cineforum, sensibilizzazione nelle scuole, culminate nell’evento «Ujedinjene Boje Duše (I Colori Uniti dell'Anima)» aperto al pubblico. Per la prima volta sono intevenuti i pazienti che con la loro testimonianza hanno reso pubblico  il fenomeno, le sue dinamiche, lo stigma della gente e il pregiudizio. Accanto all’umanizzazione degli Ospedali Psichiatrici, il miglioramenteo delle condizioni di vita dei pazienti e la promozione di un servizio psichiatrico moderno, il programma comprendeva anche attività di sensibilizzazione e promozione di un approccio community based, l’appoggio ai processi di de-istituzionalizzazione e l’inserimento dei pazienti in un contesto sociale e/o familiare.
Il risultato più evidente è stata la realizzazione del progetto pilota con l’apertura del Centro di tutela di salute mentale a Medijana- Niš.
 
Nel 2005
Il programma non è stato ri-steso, mentre contemporaneamente proseguivano le attività di formazione per la costituzione del CSM di Niš, i capacity building dei team e attività di sensibilizzazione in tutta la Serbia, culminate con le 13 puntate «Tolerancija» sull’emittente nazionale Studio B.
A giugno 2006, al termine di una preparazione condivisa con la ONG toscana UCODEP nell’ambito di un programma finanziato dalla Regione Toscana, 4 infermieri professionali hanno seguito un percorso formativo di educatore di CSM visitando i centri di Bibbiena e Livorno.
 
Oggi
È nescessario che il Programma di Salute Mentale (settembre 2006/07) consideri i passi ancora necessari di accompagnamento perchè il sistema sanitario, la società e la Caritas possano collaborare a far progredire il lavoro sinora svolto ad una stabilità futura.
 
I grandi campi di lavoro restano quelli degli anni precedenti:
  • la vicinanza alla Commissione di Salute Mentale;
  • l'accompagnamento al progetto pilota del CSM di Niš e il suo allargamento come risposta della rete sociale;
  • la sensibilizzazione della società civile (e del Network Caritas come parte di essa).
 

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